Chicchi di Caffé

Chicchi di caffè n. 10

LA CURA DIMAGRANTE

Jean Pierre Mustier, CEO di UNICREDIT, annuncia o meglio non smentisce, ulteriori 10.000 esuberi in quello che lui stesso definisce, nella sua lettera aperta ai dipendenti di UNICREDIT, come “…prime fasi di sviluppo del nostro nuovo piano quadriennale di gruppo.

Ecco, proprio questo non capiamo: come è possibile definire “di sviluppo”, un piano che prevede ancora una volta massici tagli di posti di lavoro.

Questo sarebbe meglio chiamarlo piano di regresso, di decrescita.

La denuncia di carenze di organici si leva alta da tutto il territorio nazionale, ma ogni volta si pianificano tagli, pur in presenza di utili e ricavi.

Quale futuro si devono aspettare i lavoratori di UNICREDIT e anche tutti i bancari, se queste sono le modalità gestionali?

Cosa possono sperare i giovani per il loro futuro, se i posti di lavoro, nelle banche, nelle aziende, nelle industrie continueranno ad essere tagliati e ridotti?

Potremmo (forse) poter condividere nel caso che i bilanci fossero negativi e se i tagli riguardassero anche il management, tanto più che il rapporto tra quanto guadagna un impiegato medio e un manager è inquantificabile: un dipendente bancario deve lavorare fra i 50 e i 120 anni per guadagnare il compenso annuo del proprio Amministratore Delegato, che invece riesce ad incassare in un anno il salario di una vita di lavoro di un impiegato del proprio gruppo.

Avremmo apprezzato molto se nella lettera inviata ai dipendenti per annunciare e spiegare il piano, il signor Mustier avesse manifestato anche il taglio dei propri introiti e una qualche disponibilità ad ascoltare le istanze del sindacato.

Siamo invece preoccupati, perché dopo Deutsche Bank che ha annunciato tagli complessivi di gruppo pari a 18.000 dipendenti, dopo Unicredit con i suoi 24.700, ci chiediamo, chi sarà il prossimo gruppo bancario ad annunciare queste politiche di tagliatori di teste? 

Condividiamo a pieno e sottoscriviamo la lettera aperta del nostro Segretario Generale a Mustier, e, dato che i profitti di quella banca, i compensi e gli emolumenti che sono andati in questi anni nelle tasche del CEO, sono arrivati grazie e soprattutto al lavoro di tutti i dipendenti, pur nelle difficoltà, e nelle carenze organizzative e di organici, concludiamo anche noi con la stessa domanda:

uno che ha in mente di tagliare 24.700 posti di lavoro, può dire pubblicamente quanto guadagna tra stipendio e stock option?

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